giovedì, 30 aprile 2009 ¦ Permalink
categoria : telly

Come se non fosse passato neanche un attimo, opla'! In breve: cambiera' la testata, non esistera' piu' l'accento, probabilmente arriveranno nuove categorie e qualche vecchia sparira', provo a (in)seguire una specie di linea editoriale e mi riprometto standard minimi di frequenza, saranno i primi a crollare. A parte qualche cazzata di valore, mi misuro in un "Ve la do' io l'America!" versione Profonda Inghilterra. Che non e' Lonthra e non e' neanche Manchester, e' Sbrepsfild come si sa. Ogni post una stronzata su questo magnifico mondo chiamato "Brit-n", tristanzuolo invero e tuttavia mica da buttare eh? Si parte dal Texas Hold'em.

Eh si', perche' anche qua il nostro c.d. "poker sportivo" ha preso piede alla grande. Lo fanno  come da noi, ma non c'entra un cazzo. Nel senso: ovviamente giocano in sterline, eppero' il tavolo ne avra' in tutto tipo mezzo milione in palio (da dividere fra i sei del tavolo finale). Poi fanno riprese assurde, su facce ancora peggio. C'e' uno che ride tutto il tempo, sembra che abbia una paresi. Ah, fanno tipo i replay alla fine di ogni mano, stoppano sulle carte uscite tra chi e' arrivato al river e commentano le varie fasi. E le interviste a chi esce? Si' le fanno, con la vittima in primo piano e dietro il cartellone degli sponsor tipo serie A TIM per dire. "The first time when I played poker was in 1984 with ZZ Top" spiega il commentatore tecnico (hanno la coppia tipo noi). Non capisco perche' le pubblicita' fra le varie mani sono tutte di linee telefoniche porno-soft, evvabbeh. Ah mo' hanno cambiato, questo proprio sponsorizza le escort. Mah!

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martedì, 11 novembre 2008 ¦ Permalink
categoria : menti dementi diamanti
Marti', tu copia, questa e' geniale cazzo.
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sabato, 08 novembre 2008 ¦ Permalink
categoria : nostalgia cavagna

Splider mi ha fottuto anche in terra straniera e mi ha mangiato l'ennesimo post. Per farla breve, questa e' una lettera aperta all'anonimo barra a che nell'ultimo commento ha preso le difese di Francesca Dellera. Ti scongiuro, anonimo barra a, torna. Sapere che qualcuno nel mondo rimpiange Dellerona nostra e' incantevole, davvero. Torna, torna, chist'cas'ashpiett'atte'!

PS: festeggiamo insieme la scomparsa delle lettere accentate da questo blog, vittima di una tastiera inglese e in quanto tale ignorantella in fatto di Italian grammar. Accento RIP!

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giovedì, 16 ottobre 2008 ¦ Permalink
categoria : useless thoughts, menti dementi diamanti

Lo sapevate? Io amo Marco Simoncelli. Il SuperSic si sta giocando il mondiale della duecentocinquanta e ancora trova il tempo di fare il cazzone con le danzatrici malesiane. Ma l'avete mai visto in faccia? Beh, è fatto così:

Come si fa a non volergli bene?

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martedì, 14 ottobre 2008 ¦ Permalink
categoria : in giro, useless thoughts

Bloggo, mio vecchio Bloggo, come stai? E' un po' che non ci si vede eh? Che hai combinato in tutto questo tempo? Niente, mi sa. Io invece mi sono trasferito, sai? Ora sto allo Mazzo, oltre Saronno, e insomma, mi piacerebbe raccontarti della mia vita in campagna.

La casa era dei miei nonni, ingresso cucina-salotto bagno e camera da letto, confortevole suvvia. Un po' meno confortevole diventa quando, tornando dalla Metropoli del Panetùn, mi ritrovo senza gas, acqua calda e riscaldamento. "Ti abbiamo sostituito il contatore", recita il foglio appiccicato alla porta, "mo' per trovare quello nuovo son cazzi tuoi!", sottintende. Risolvo - o meglio faccio risolvere - il problema dopo tre giorni glaciali, giusto in tempo per notare quanto vetro si sia accumulato in casa. Anche quanta comunissima munnizza, certo, ma in queste due settimane il vetro è in netto vantaggio, colpa mia che non mi rassegno alla birra in lattina. Il cassonetto dev'essere...vediamo...boh. Il vicino di campagna è più gentile di quello di città, tuttavia in genere non sa un cazzo neanche di quanto attiene al suo pianerottolo, ho modo di scoprire. Provo a inquietarne uno, mi fa: "L'immondizia si butta per strada!". Lo guardo male, capisce che non ho inteso e spiega "Passa il camion a prenderli, vai!". Ecco perché la mattina Cirimido sembra Pianura prima della presunta cura-Silvio, poi passano i camion! Scarico la quintalata abbondante di bottiglie sul marciapiede chiedendomi quanta raccolta differenziata faccia la verde Brianza e mi avvio giulivo verso il bus - anzi no, altro che giulivo, sono per strada a bestemmiare contro l'autista, da dieci giorni arriva in ritardo costante di dieci minuti (forse un fuso orario diverso, chissà) e oggi che trascino sacchi mi sfreccia davanti affrontando le curve in derapata controllata! Dovrei disperarmi, non ne ho voglia, mi giro e saluto la dozzina di galline, i due conigli e il solitario maialetto che posso tenere sott'occhio dal balcone della cucina, ecco, le gallinelle magari rompono un po' il cazzo la mattina, ma vuoi mettere la beata ottusità di un porco che si strafoga di mele? Tra l'altro si muove come chi scappava in avanti al concerto dei Rage Against the Machine, incassato nelle spalle - pardon, zampe davanti -, incerto nel passo e purtuttavia pronto ad abbattere ogni ostacolo. Mi farà compagnia ancora un altro po', mi pare ancora in forma se non addirittura sottopeso.

Il maiale, della crisi dei mercati, se ne strafotte. Mica scemo. Per solidarizzare con lui ieri sera ho snobbato LilliGrubber a vantaggio di quel suino della Ventura e dei suoi Famosi. Fra tre settimane sarò pronto per l'aia anch'io.

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venerdì, 26 settembre 2008 ¦ Permalink
categoria : buttiamola in politica, la testa nel pallone

"Sono un uomo di destra, e la Destra ho votato alle elezioni. Faccio miei certi valori del fascismo: la patria, l'ordine sociale, il rispetto della religione cattolica. Non condivido i suoi sbagli: l’alleanza con Hitler e l’entrata in guerra, soprattutto. Ma basta considerare il fascismo come un argomento tabù"

Così parlò Christian "Briciolina di Pane" Abbiati. Bleah.

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martedì, 16 settembre 2008 ¦ Permalink
categoria : avvistamenti, nostalgia cavagna

Immagine 008La Punto Random (nella foto, una rara immagine d'archivio) è viva e in condizioni di salute da valutare. Soggiorna al momento nel deposito di Porto di Mare, dove è stata condotta dalla Polizia Municipale. Nessuna notizia trapela riguardo al luogo del ritrovamento. Ancora incerta la dotazione residua. Il veicolo non dispone di assicurazione, quindi soggiornerà per qualche giorno nel centro di recupero presso Piazzale Lodi prima di essere tradotta, in condizioni di anonimato, nell'entroterra brianzolo. Gioia e giubilo dalle parti di via Caminadella.

Cazzo di brog, per settimane solo cazzate e poi tutt'a un tratto tre post. Mah!

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lunedì, 15 settembre 2008 ¦ Permalink
categoria : buttiamola in politica, menti dementi diamanti

"Occorre distinguere fra due cose, l'economia e il mercato borsistico. L'economia è la somma di tutte le merci e servizi che si producono ogni giorno. Sono i telefoni, le automobili, i polli e i trasporti. Questa è l'economia, che è esattamente forte o debole oggi quanto lo era una settimana fa". Fece una pausa a effetto per bere un sorso d'acqua. "La Borsa è qualcosa di totalmente diverso. Lì non c'è nessuna economia e nessuna produzione di beni e servizi. Lì  ci sono solo fantasie dove di ora in ora si decide che adesso questa o quella società vale tot miliardi in più o in meno. Questo non ha proprio niente a che vedere con la realtà o l'economia".

Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, Feltrinelli 2007, pp 658-659. Ho tolto solo i riferimenti diretti alla Svezia, per il resto è quel che penso del crac di Lehman Bros. Non avrei saputo dirlo meglio, ecco.

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lunedì, 15 settembre 2008 ¦ Permalink
categoria : muzika

Per me aveva questa faccia qui, Richard Wright, tastiera dei Pink da The Piper... in avanti. Né autocratico quanto Waters, né semplicemente stronzo quanto Gilmour, né sfigatello quanto Mason, né (metteteci voi qualcosa, sarà sempre troppo poco) quanto Barrett. Un tipo a posto, insomma, genietto in un gruppo di geni, un po' come George Harrison nei Beatles. Epperò pensi ai Pink Floyd e ti vengono in mente le tastiere, non ci sono cazzi - ok anche l'impianto luci e i tour da tre anni a botta, ma quella non è musica, è contorno.

Sempre più evidentemente alla reunion dei Pink non ci potrò andare. Mo' metto su Arnold Layne e non ci penso più.

PS: terzo post strappalacrime di fila, me ne scuso, il prossimo lo si fa con frizzi lazzi e putipù. Forse.

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domenica, 07 settembre 2008 ¦ Permalink
categoria : menti dementi diamanti, la testa nel pallone

E come tutte le più belle cose / vivesti solo un giorno, come le rooo-ooose...

Zdenek Zeman, nato a Praga il 12 maggio 1947. Reuters

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venerdì, 05 settembre 2008 ¦ Permalink
categoria : la testa nel pallone
Chi se lo ricorda Stefano Borgonovo?
 
Io sì. ci ha fatto vincere una Coppa Campioni con un gol ai supplementari in semifinale, 1990. Vinto in casa uno a zero col Bayern, al ritorno si arriva al novantesimo sul medesimo risultato per loro. Supplementari. E al secondo minuto segna Borgonovo. Poi i crucchi tornano in vantaggio, ma chissenefrega gol in trasferta vale doppio. "Milan, che bello vincere così" titola la Gazzetta del giorno dopo. Andiamo in finale e Rijkard la butta dentro, Eriksson ci resta anche male col suo Benfica, così in alto non ci arriverà mai più. Borgonovo lo rispediscono alla Fiorentina, era leggermente schiacciato da Van Basten come prima punta, eppure nei miei ricordi al Milan ci ha giocato vent'anni, tanta l'importanza, in prospettiva, di quel golletto a Monaco di Baviera.
 
Mo' salta fuori che Borgonovo ha contratto il morbo di Gehrig, la piaga degli ex calciatori. E' costretto a comunicare con gli occhi, la bocca non lo assiste più. Io abBorgonovo ci vojo bene. Sai mai che per la prima volta devolvo un euro a una causa umanitaria.
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lunedì, 01 settembre 2008 ¦ Permalink
categoria :

Milano, infine. La zanzara Highlander che avevo salutato con tanta gioia un mesetto fa è ancora lì, in camera mia, e io sono ancora senza Autan. Anche in ufficio l'aria è immobile, ogni volta che manco da Milano per più di una settimana riaccolgo l'umido addosso come una condanna immeritata. Undici giorni al Milano Film Festival, nel frattempo proverò a mettere ordine nel consueto guazzabuglio di foto e parole con cui ho provato a fermare un'estate tra Marocco e Sicilia. In attesa di partire, questa volta sul serio. E il colore delle cose cambia in base alle regioni in cui ti trovi...

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martedì, 29 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : menti dementi diamanti

Animali: scoperto mammifero che si nutre di solo alcol

29 lug 17:03 Scienze e tecnologia

MILANO - Lo ptilocerco, topo che vive in Malesia, si nutre di solo alcol. L'equivalente di nove bicchieri di birra al giorno lo tengono in forma senza alcun effetto collaterale. Ne parla questa settimana la prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Science (Pnas). La capacita' di metabolizzare l'alcool, che si credeva essere tipica dei primati, si scopre ora appartenere a questi piccoli mammiferi da milioni di anni, e sembra essere superiore a quella umana: loro non mostrano alcun segno di ebbrezza. (Agr)

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giovedì, 24 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : useless thoughts

Come un po' tutti temevamo il fenomeno emo, di cui questo blog si proclama fiero estensore, comincia a dare fastidio ai piani alti. Nientemeno che la Duma di Mosca, che in passato aveva legiferato su piani quinquennali e altre amenità, ha deciso di prendere il toro per le corna e passare alle vie di fatto: questi bambocci dalla frangetta eversiva istigano al suicidio, sopprimiamoli prima che si sopprimano da sè! Le prime proteste da parte del movimento non si sono fatte attendere: a Krasnoyarsk, Siberia, dozzine di manifestanti hanno sfilato per le vie della città, dimostrando, qualora se ne avvertisse il bisogno, che l'emo ha già attecchito radici anche oltre gli Urali e ormai minaccia da vicino i giganti indiano e cinese.

Diciamo no. Alziamoci in piedi, tingiamoci la zazzera e impugnamo il microfono. La rivoluzione non s'arresta.

(No, non mi sono inventato tutto, le prove stanno qua)

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mercoledì, 23 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : in giro, muzika, menti dementi diamanti

Passiamo ai concerti? Ok passiamo ai concerti. In ordine di visione, commento solo dai due pezzi in su che passare davanti a un palco è un po' ridicolo come metro di giudizio.


Ian Brown: 6,5. Lo conosco troppo poco per scaldarmi il cuore. In compenso è vero che gli Oasis senza di lui non esisterebbero, ha insegnato tutto ai due Gallagher, mossetta per mossetta. Padre putativo.



 

Grinderman: 9. Non avevo mai visto Nick Cave, me lo trovo rockettaro col suo progetto parallelo. E' un figo, punto e basta. Non sarà a suo agio nei panni dell'agita-folle ma trasuda autorevolezza, su quel palco. Cazzo che figo. Patriarca.

 


Interpol: 8,5. Concerto tostissimo. Sono immobili che più immobili non si può, ma quando attaccano "Slow hands" la tempra viene fuori. Stupenda la uno dell'ultimo. Sempre la stessa canzone, neh?, ma quella canzone è bellissima. Sicurezza.


 


Blondie: 5
. Speravo avesse retto al tempo con la feroce sicurezza di Patti Smith, col cazzo. Si ballicchia e si sorride, ok, ma lei sul palco non si può vedere, potrebbe essere mia madre cazzo, solo che mia madre non ha scritto né Maria né Call me. Dico, avete presente com'era trent'anni fa? Cartapecora.



Etiénne de Crecy: 8. Cazzo che set. Elettronica a palla, scenografia niente male, tutti a ballare come i grilli. Mai sentito prima, me ne pento e me ne dolgo. Surprais.





TooManyDJs: 7
. Di classe ce n'è da vendere e stavolta hanno a disposizione mooolto più tempo che a Torino (cinque volte e mezzo di più, gesticolo a Tino, vabeh). Forse funzionano meglio se hanno solo mezz'ora a disposizione, a Barcellona fanno i metronomi (Gino cit.) Passo indietro.


Stranglers: 7,5
. Mai sentiti prima, classico gruppo in giro da trent'anni che per un motivo o per l'altro ignori totalmente. Scopro or ora che hanno fatto da spalla al primo tour in UK dei Ramones, per dire. Suonano bene, suonano onesto, c'è chi fra il pubblico va in delirio, a me piaciucchiano ma voglio andare dai miei amici Campesini, quelli delle chitarrine, quindi venti minuti e poi ciaps. De fero.


Campesinos!: 7,5. Non di più perché ho visto solo i due pezzi finali. Sono troppo simpatici, quasi in dieci a ballare sul palco, sembrano ancora più giovani delle Minchie Artiche, mettono un'allegria e una spensieratezza che solo loro. Ah, suonano pure, e bene. Se son rose... Beata gioventù.





Kings of Leon: 8
. Due palle così. Ma non nel senso che annoiano, è che ciaschedun componente tiene due palle tante, e si capisce subito. E non perché le mostrino, bensì perché radunano una folla allucinante (più dei Pistols, quasi sicuro) e ci danno dentro con sano e puro rock n' roll. Nient'altro eh? Ma fatto con tutti i crismi. Vestali del sacro fuoco.


Mogwai: 8,5. "Sei andato a sentire i Mogwai?", mi fa Tino. "Sì". "E?" "Eh...", gli faccio di rimando, annuisco energico e sottintendo col sopracciglio. Suonano "Young Team", non si può sentire tutto il concerto ché dall'altra partono i Pistols, quaranta minuti ce li vediamo comunque, e facciamo benissimo. Tornano in autunno con un nuovo album, già fremo. Chettelodicoaffà.




Sex Pistols: 10
. Non credevo potesse prendermi così tanto, quel panzone di Johnny Rotten. Sembra una scimmia ammaestrata, con tutte le sue mossette. Ha un vestito fatto di foglie e una cresta malata, si agita come uno psicopatico da operetta, ogni tanto fa quasi pena, ma siamo qui per questo, lui sta ancora in piedi benissimo. Tenendo conto che i primi tre accordi che ho fatto su una chitarra erano quelli di "Anarchy in the UK" è stato commovente, a suo modo. Punkamente commovente, via. Survivors.

CSS: 8. Arrivo a metà concerto ma me la godo proprio. Plano in zona concerto su "Alcohol", sono sexyssime e totalmente a loro agio davanti a un'infinità di gente, finiscono il concerto con "Let's make love..." sparando coriandoli da un cannone costruito all'uopo. La cantante ha su una tutina con Andre The Giant in versione Obey, si ride e si balla come li pazzi. (F)estivi.




Kaiser Chiefs: 7
. Li sentiamo dal prato, hanno già tirato fuori un sacco di successi e quasi non se n'era accorto nessuno, credevo. Capisco di sbagliarmi vedendo quanta gente si accalca nelle prime file mentre noi ci piazziamo sul prato, bel concertino suvvia, il modo più sano di concludere il nostro festival, ché il Sidecar non aspetta. Utili.

In tutto questo, alcuni delitti inenarrabili sono stati commessi. Nell'ordine, il mio collassare al secondo pezzo dei Verve (inserite qui la bestemmia che più vi aggrada), l'ignorare i Maxiimo Park, e poi questi concerti mordi-e-fuggi, orecchiati di passaggio da un palco all'altro. Primal Scream, Foals, Neon Neon, e ancora Raveonettes, Cornelius, i Breeders... Come non detto, sarà per un'altra volta. Tzé!

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lunedì, 21 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : in giro, muzika, menti dementi diamanti

Barcellona, Summercase. In forma di pagellone, che se non c'inventiamo qualche artificio retorico si fa notte, e notte non si può fare perché - si salvi chi può! - stasera i Baustelli attaccano presto. Mentre concludo questo post mi rendo conto che è chilometrico, lo spezzetto in tre, oggi beccatevi tutto quel che è stato il non-concerto.

Il mojito a colazione: 9 e mezzo. Immagine che riassume il più ampio concetto di sole, mare, baretti sulla spiaggia, naturismo a go-go, in tre parole: la playa di Mar Bella. Ci passiamo quasi tutto il tempo rubato ai concerti, sabato mattina (oddio, verso le due) una cinese mi rimette al mondo con un massaggio, il sole non dà tregua neanche all'alba di domenica, quando per l'appunto decidiamo di fare colazione con un bel mojito strapieno di menta. Colazione si fa per dire, arriviamo dal Forum, ma ormai non ci si può fermare, se mi rilasso collasso, si sa. Mezzo voto in meno perché la brezza si fuma le canne, dovrebbe avere un po' di rispetto, la brezza. Totale.


Il cibo: 7 più. Scarso e incostante a tratti, sorprende per varietà e ricchezza nella taperia più lurida di tutta BCN, "El Pescador". Lo scarafaggio che ci cammina intorno non sembra interessato all'ottima insalata di polipo, meglio così. Rivelazione.

 



Il festival e la sua organizzazione: 7 e mezzo.
Di tutto rispetto il cartellone, un po' compresso nei soli due giorni di live. Meno eccitante il pensiero di pagare tre euro una birra piccola, da gustare rigorosamente nel bicchiere del festival (un euro, grazie). Giudizio sospeso sulla security, se c'era era discretissima, se non c'era non se n'è accorto nessuno, gli spagnuoli so' bbravi ragazzi, suvvia. Menzione d'onore alla maxi-curva parabolica tra i palchi principali e quello più nascosto, mi sono sentito un po' Laguna Seca. Sgamato.


Il festival e il suo pubblico: 11. Sorridono tutti, sempre, pogano poco persino coi Sex Pistols, meglio così, sono tutto intero. Tutti offrono tutto, dal porrito a un braccio quando si tratta di portare in crowd-surfing le tipètte. I set elettronici sono la festa del tamponamento, si resta sempre a ridosso. Una punk della prima ora mi vede riverso accanto al palco dopo l'uragano Pistols, mi tasta con un piede, io reagisco vigile e lei mi fa: "era per vedere se sei vivo", poi mi offre un tozzo di panino e un sorso di birra. Cheddonna. Avvistati pochi ray-ban anni ottanta, che stanno bene solo agGino, ma lui non conta in quanto è uno dei Clash e quindi li porta da almeno vent'anni (bugia). Social heaven.


Il Pipas e soprattutto il Sidecar: 12. Il Side è ormai un vecchio amico, è la quarta volta che ci vado, una serata meglio dell'altra. Più statico il Pipas, ci restiamo poco ma sembrerebbe promettere bene. Ci andiamo dopo il festival, viva la redbull. Paraìso.


Tino e Gino: fuori concorso. E hdt.

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giovedì, 17 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : muzika

Con tutto questo dARIeggiare si rischia di perdere il contatto con le cose che contano davvero: gli I'm from Barcelona sono tornati e ci invitano a fottercene dei nostri Paper Plans. Il 24 settembre esce l'album, Who killed Harry Houdini?, già adesso invece si può ascoltare il singolo qua. Gioiamo!

[i'm+from+barcelona1088-1.jpg]

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giovedì, 17 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : menti dementi diamanti

M'eclisso, il summercheis non attende. Vi lascio un cadeau: nella foto che introduce il mySpace dei dARI, gruppo che in ufficio ha già generato fortissima dipendenza, il Cadio ha indosso un paio di occhiali che m'accaparrai già a dicembre a Camden Town. Lui bianchi, io gialli, cambia poco. Sono emo dentro. Sono scemo dentro.

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lunedì, 14 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : muzika, menti dementi diamanti

Dopo gli Dei, gli Eroi. I dARI sono il massimo dell'emo nostrano. Tradotto, la quintessenza della merda, l'apoteos' dela shchifezza (cit.). All'emo in quanto sedicente genere musicale, alle borchiette sulla cintura, alle tredicenni con l'occhio finto-punk, ai ciuffi a cazzo di cane, ai Tokio Hotel cristo, ai Tokio Hotel proprio non vale la pena di dedicare mezza parola, ai dARI invece sì: il tastierista biondo inguardabile è il fratello dell'ex coinquilino di Rocco. Valdostano. 'Sti popoli di montagna...

Bonus track: il testo. Non è italiano, è lingua dARI.

Wale come stai?
Questo pome cosa fai?
Vieni con me o Wale te ne vai?
Se Wale non mi vuoi non c'è nulla tra di noi
Ti dico Wale..
Tanto Wale

Wale come stai?
Questa sera cosa fai?
Seconda volta che ti chiedo e non lo sai
Se Wale non ci stai
Che si fottan pure i tuoi
Ti dico Wale..
Tanto Wale!

Per te quel che Wale
È tutto quel che Wale
Per me quel che Wale
È quel che non sei male
Per te quel che Wale
È quel che Wale Wale
E allora dimmi Wale che cosa Wale Wale
Il cellulare ce l'ho già spento perché per me sei troppo sbattimento!
Per te quel che Wale
È quel che Wale Wale
E allora dimmi Wale che cosa Wale Wale

Wale dai ci sei
Wale dai domani cosa fai?
Terza volta che ti chiedo e non ci stai
Se Wale non mi vuoi
Io mi faccio i ca**i miei
Ti dico “Wale..vaccagare!”

Per te quel che Wale
È tutto quel che Wale
Per me quel che Wale
È quel che non sei male
Per te quel che Wale
È quel che Wale Wale
E allora dimmi Wale che cosa Wale Wale
Il cellulare ce l'ho già spento perché per me sei troppo sbattimento!
Per te quel che Wale
È quel che Wale Wale
E allora dimmi Wale che cosa Wale Wale

Quel che Wale. . .

Wale Wale non importa..
Sarà per un'altra volta
E se non sarà per niente
Non importa perché, perchè abbraccerò altra gente
Che Wale Wale Wale Wale
Wale quel che Wale!

Per te quel che Wale
È tutto quel che Wale
Per me quel che Wale
È quel che non sei male
Per te quel che Wale
È quel che Wale Wale
E allora dimmi Wale che cosa Wale Wale
Il cellulare ce l'ho già spento perché per me sei troppo sbattimento!
Per te quel che Wale
È quel che Wale Wale
E allora dimmi Wale che cosa Wale Wale

Wale Wale Wale Wale Wale
Wale Wale Wale Wale Wale
Wale Wale Wale Wale
QUEL CHE WALE!

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lunedì, 14 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : in giro, muzika

Una settimana, nove laiv, alcuni seguiti con trasporto, altri no. In fila indiana, uno dopo l'altro, qui sotto.

Lunedì sette, Justice + LN Ripley all'Arena: non pervenuto. Insomma, per andare ci andiamo, nonostante il quanto mai inopportuno sciopero dei mezzi. E ci andiamo armati, quattro bottiglioni chimici che promettono fuoco e fiamme. Smarrisco i miei ricordi poco prima che attacchino a suonare gli LN Ripley, mi ritrovo dieci ore dopo nel mio letto, rimembro solo Phantom dei Justice nel delirio di diecimila grilli che saltano. Bello, forse. Anzi, proprio bello, dicono.

Giovedì dieci, Soulwax + Tricky + 2manjDJs al Traffic, Torino: questa sì che me la ricordo. Io e Rock sfidiamo Trenitalia e colpi di sonno, ne usciamo trionfatori. Ci perdiamo i Battles che avranno suonato all'ora del tè, ci scaldiamo coi sempre degnissimi Soulwax, ogni volta danno l'impressione di essere lì lì per farti prendere la corsia di decollo e invece no. Ormai è acquisito, E-talking ed Excuse me questo tour non le suonano, punto e basta. In compenso il numero del doppio batterista sullo stesso tom non è male dai. A seguire, il ritorno del rinnegato. Tricky si fa molte meno canne rispetto a sei anni fa, tuttavia continua imperterrito nella sua mossetta peculiare, s'aggrappa al microfono e scatta con le gambine. Di fisico sembra un punkiabbestia senegalese, gambe magrissime e torace spaventoso. Un six-pack smilzo, più nervosetto musicalmente, bello il singolo, brava e ovviamente niente male la vocalist in tutina rossa. Respect. Finale con il ritorno sul palco dei Soulwax, che partono da YMCA per fondere i Ricchi e Poveri coi Justice, suonano mezz'ora ma è lampante come al momento rendano di più come DJ che dal vivo. Noi si andrebbe avanti fino alla mattina dopo, staccano le spine e quindi via verso i murazzi. Chi li conosce lo sa (TombaLaBomba cit.), i muri sono quel che manca a Milano. Nottata fantastica, fra le perle un kebab come non se ne mangiavano da tempo, un pusher che t'insegna pronuncia marocchina, tipe che mi scrivono sulle braccia il loro apprezzamento, un mago di strada che fa apparire e sparire un uovo sotto i nostri occhi, tre scoppiate che si fanno il nostro stesso percorso MI-TO-MI ma sempre con quegli odiosi ray-ban tanto di moda per ora addosso. Sono a casa per le sette, non male.

Sabato dodici, Massimo Volume + Afterhours + Patti Smith. Ancora Torino, ancora Traffic. Clementi e i suoi Massimo Volume tornano dopo tempo immemore e dovrebbe essere un evento, a me hanno sempre frantumato i coglioni, con la Chiara aspettiamo che concludano cercandoci un posto per scansare l'imminente diluvio. Clementi abbandona il palco, la bufera si scatena. Patti Smith attacca a suonare sotto un muro di pioggia, in teoria sembra di essere a Woodstock, in pratica mi sto infradiciando checcazzo. La donna che ha visto nascere il CBGB riesce anche a chetare il padreterno, e difatti quando il live prende quota il diluvio diventa pioggerella. Tra le cover da Twelve fa Are you experienced? e Smells like teen spirit, a Barcellona avevo la pelle d'oca, qui l'occhietto lucido, il sermone finale si riassume in "The future is now, and you! are! the future!", con annessa ovazione globbale totale, insomma, la conferma di una classe da leggenda. Chiudono gli Afterhours, galvanizzati dal set precedente suonano benissimo, non eccedono nelle cazzonerie che fanno la fortuna dei loro live abituali, si concedono il lusso immeritato di ospitare la Smith su un pezzo (Dancing barefoot, mica Ossigeno, non esageriamo con le eresie) e sfoggiano imprevisto realismo: "Ok, adesso il problema è: dopo questa che cosa suoniamo?", si chiede Manuel a fine duetto. Continua imperterrito a fare il Rocky Balboa col microfono, eppure questa volta gli After sembrano quasi solo un'ottima band, non un'ottima band affetta da manie di protagonismo. Ciccarelli alle chitarre e "suono tutto io" Gabrielli prendono per mano il gruppo nei passaggi più riusciti, il nuovo violinista, tale Rodrigo D'Erasmo, ancora pressoché inutile, ma tant'è. Bravi, e per una volta al loro posto.

Domenica tredici, Sigur Ròs all'Arena Civica. Le ultime ore del pomeriggio sanno di pioggia imminente. Sarebbe il secondo diluvio in due giorni, inizio a bestemmiare ma non me la sento di tirar fuori l'abbigliamento da montagna. Arrivo al Sempione in majetta e calzoncini, seguitando a porconare. Eppure, insomma, Julia ha portato un ombrellino, io recupero un inguardabile k-way blu cielo e si entra. Il palco è a metà stadio, stavolta si vede qualcosa anche dalla tribuna non numerata, mica come per i RadioTesta. Diluvia, poi piove, tuona, lampeggia, smette, ricomincia. Sul palco sale un Jeff Buckley di quarta mano, sembra anche lui un po' folletto come gli islandesi che suoneranno di lì a poco. Si presenta, è il trombonista dei Sigur Ròs, non ci voleva troppo a capirlo: "Adesso ve ne suono un'altra, spero tanto che vi piaccia. E' bella!", oppure "Questa è rock, molto rock!", e poi parte con una litania per voce e trombone. Mah, da capire, il ragazzo. Suona venti minuti e poi torna con tutta la banda, e da qui in poi si fa poesia. Sul primo pezzo (stava dentro (), è quella che fa "yu-huuuuuuuuu", diciamo) smette di piovere e partono i lampi. Le sfere enormi che galleggiano sopra il palco si illuminano e si spengono, sullo sfondo una metropoli grigia nel grigio del cielo, vento, freddino, e quei lampi una volta bianchi una volta rosa. I Sigur Ros sul palco, Jonsi che quando si intestardisce su un acuto lo tira avanti quaranta secondi, il suono che ondeggia con le folate di vento, un senso di spaesamento che l'ombrellino della compagna d'Islanda può appena mitigare. Poesia. Ho con me anche del thc, gli ultimi pezzi e il bis li percepisco da una dimensione parallela, seguo con gli occhi i palloni che non smettono di brillare, le Amiina al centro del palco, il batterista tutto spostato sulla destra, Jonsi con gli immancabili archetto e chitarra. "Sembra di essere in Islanda", dice dal palco, in effetti ci sentiamo tutti a casa loro, manca solo un geyser che sbuchi dall'Arena e faccia saltare il banchetto degli hot dog, uno spettacolo di suoni e natura che nessun dolby potrebbe restituire. Finisce quasi troppo presto, hanno suonato due ore ma con un ronzio nelle orecchie potrebbero andare avanti all'infinito, recita il titolo dell'ultimo album, e ti dispiace quasi che non mantengano la promessa. Uàu.

pensiero astratto di LucaMarja ¦ commenti (4) ¦ commenti (4) (popup)